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L’arpa: come e quando si utilizzava

music in ChiantiSimbolo di Opera in the Kitchen è l’arpa, che ad ogni evento ci emoziona con le melodie.

Ma come e quando si utilizzava questo strumento?

L’arpa è tra i più antichi strumenti musicale a corde. La parola Harpa o Arpa viene dall’antico sassone e significa pizzicare. Dal XIII secolo questo termine fu applicato specificamente per l’arpa triangolare in opposizione alla lira, strumento molto simile.

L’origine di questo strumento non è certa ma ci sono fonti antichissime che testimoniano la sua presenza.
Si pensa che le prime arpe derivino dall’arco da caccia, infatti la corda tesa tra i due estremi dell’arco produce un suono.

Le arpe erano molto popolari nell’antica Assiria, in Mesopotamia e in Egitto, infatti, alcune delle più antiche immagini di arpe arcuate provengono da tombe di faraoni risalenti a circa 5.000 anni fa. Nella tomba del faraone egiziano Ramses III sono stati trovati diversi geroglifici di arpe.

I Greci e i Romani invece la ignorarono a favore della lira e della cetra.

L’arpa ricomparve in Europa presso i popoli irlandesi e anglosassoni durante il IV secolo dove veniva chiamata “chrotta”. Dal IX secolo al XIV secolo l’arpa in Irlanda fu usata dai cantori girovaghi e divenne strumento molto in voga come accompagnamento per le danze o i canti.
Gli arpisti europei guadagnavano da vivere spostandosi da una città all’altra, utilizzando piccole arpe per accompagnare il proprio canto, la narrazione di storie, la propagazione di notizie e per suonare in gruppi strumentali.

L’arpa rinascimentale si è poi evoluta nelle arpe a due e a tre ordini o file di corde – la spagnola “arpa de dos ordenes”, l’italiana “arpa doppia” e la tedesca “Davidsharfe” (arpa di Davide). Lo strumento è ancora piccolo e leggero rispetto all’arpa attuale. Solamente nel 1720, il costruttore bavarese Hochbrucker inserì i pedali.  Nel 1811 nacque a Londra l’arpa a doppio movimento, quella tuttora in uso a brevetto del francese Sébastien Érard.

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